Qualcosa su di me

Un giorno di molti anni fa, ad una persona davvero speciale fu chiesto di definirmi in poche parole. E questa persona così rispose:

“Marzia è una cantastorie. Una romanziera. Una sceneggiatrice che intesse trame di vita altrui e sua, tra realtà e fantasia, tra ironia e poesia.”

Sebbene alcuna case editrice avesse pubblicato un mio scritto, né alcun agente letterario avesse risposto positivamente ai miei lavori o un solo concorso avesse selezionato un mio racconto, questa persona diede di me quella che io percepii come la più alta definizione che uno scrittore potrebbe desiderare, tanto che, da quel momento, iniziai ad agire convinta di avere in me il potenziale per diventare la più grande scrittrice di tutti i tempi.

Sì, lo so, un tantino arrogante come affermazione, ma chi siamo e il valore che abbiamo è qualcosa che ha a che vedere solo con noi stessi.

Avevo iniziato la mia carriera di cantastorie da ragazzina, quando, come molti bambini, inventavo un numero smisurato di balle pur di tenere incollati alle mie labbra cugini, insegnanti e compagni di classe. Per un breve periodo la mia maestra fu convinta che mia madre allevasse canarini e che io dovessi dividere le sue attenzioni con altri 6 fratelli. Poi, finalmente, imparai a scrivere e smisi di raccontare fandomie, quanto meno a voce..

Siccome mi informarono subito che a fare lo scrittore si muore di fame, dopo essermi diplomata come Tecnico Programmatore, intrapresi gli studi di legge e, conquistata la Laurea, continuai con una serie di Master in strategia aziendale. Stavo assecondando coloro che dicevano che, in questo modo, avrei avuto un futuro roseo e prosperoso.

Il problema era che mentre attendevo che il mio futuro roseo e prosperoso si compisse, mi accorgevo che mi annoiavo moltissimo. Questa idea di fare cose da vendere per guadagnare soldi, mi riduceva ad un criceto che corre su una ruota stando sempre dentro la stessa gabbietta. L’immagine di me stessa come criceto mi ossessionava. Così, un giorno in cui la noia ormai usciva a cena fuori con me, decisi di abbandonare la mia prosperosa e noiosa vita da Marketing Manager e ripresi la penna in mano per lanciarmi verso una misera ma rosea vita da scrittrice.

Da allora ho scritto tre romanzi mentre un quarto è in corso di stesura.

Per il teatro ho scritto 15 copioni, tutti rappresentati. Tra questi, mi fa piacere ricordare la riduzione tratta dal romanzo di Lidia Ravera, Le seduzioni dell’inverno, e la sceneggiatura originale scritta in aforismi e basata sulla raccolta Siamo come negozi dell’autore Giuliano Compagno, copioni ai quali sono affezionata per ben diversi motivi e che hanno influenzato la mia crescita sia come scrittrice sia (e soprattutto) come persona.

Per il cinema ho scritto un lungometraggio per il mercato italiano, genere commedia, e un lungometraggio per il mercato americano, genere fantascienza; due cortometraggi, un drammatico e un thriller.

Ho poi dato vita a due progetti culturali, il Teatro In Libreria e Un Romanzo Senza Prezzo coadiuvata da artisti e professionista dal talento inestimabile.

Sono ancora ignorata da agenti letterati e case editrice ma, quanto meno, la mia vita è molto più eccitante di quanto non fosse prima.